Hrdlicka Alfred

(Vienna, 1928-2009)

Figlio di un sindacalista comunista della Vienna rossa, conosce fin da ragazzo la violenza e il carcere politico.
Dopo un apprendistato come odontotecnico tra il 1943 e il 1945 si dedica a una formazione artistica e fino al 1952 si rivolge allo studio della pittura alla Akademie der Bildenden Künste, l’accademia d’arte viennese, sotto la guida di Albert Paris Gütersloh e Josef Dobrowsky. Successivamente, sino al 1957, studia scultura con Fritz Wotruba.
Simpatizzante comunista, si schiera subito in prima linea contro fascismo, nazismo e antisemitismo. Il suo spirito politico influenza molte delle sue opere. Nel suo lavoro fa della figura umana il motivo centrale: i temi sono le condizioni psichiche e fisiche estreme, il dolore, gli istinti, la violenza e la morte.
Nel 1960 tiene la sua prima mostra nella capitale austriaca, ottenendo grande notorietà, consolidata internazionalmente solo con la partecipazione, nel 1964, alla 32a Biennale di Venezia quale rappresentante dell’Austria. Nel 1969 l’Albertina di Vienna dedica una grande mostra alla sua produzione grafica. Negli anni settanta e ottanta insegna scultura all’Accademia Statale di Belle Arti di Stoccarda, alla Scuola Superiore di Arti Figurative di Amburgo, all’Università delle Arti di Berlino. Nel 1985 una sua retrospettiva è allestita all’Akademie der Künste di Berlino. Nel 1989 viene chiamato a insegnare all’Università di Arte Applicata di Vienna.
L’opera di Alfred Hrdlicka è conosciuta principalmente tramite la sua produzione grafica, molto apprezzata e richiesta, e soprattutto attraverso i numerosi monumenti pubblici da lui creati. Le sue opere nel complesso hanno sempre generato scandalo, per i forti contenuti e i non moderati toni attraverso cui l’artista li esprime. Nel 1991 la sua opera «Memoriale contro la Guerra e il Fascismo» viene installata al centro storico di Vienna nella piazza del Museo dell’Albertina, e viene fortemente criticata per il suo ambiguo contenuto.
Tutte le opere di Alfred Hrdlicka sono accompagnate da polemiche, perché rappresentano sempre una provocazione. Accade con l’«Orfeo» scolpito nel 1963 per la Kleine Festspielhaus di Salisburgo; nel 1967 con il monumento a Karl Renner, il leader socialdemocratico. Ma anche a Berlino Ovest, con la «Danza della morte», o ad Amburgo, con il «contro-monumento» al monumento ai combattenti.
Nel 2008, espone nel Museo del Duomo di Vienna, ma anche qui desta scandalo perché l’opera «Religione, carne e potere» rappresenta l’ultima cena di Gesù come un’orgia omosessuale.
L’anno seguente, il 5 dicembre 2009, muore nella sua città natale.

Studio di dorso, 1966.
Hrdlicka Alfred

Studio di dorso, 1966.

Nel segno dell’immagine

Nel segno dell’immagine