Caruso Bruno

(Palermo, 1927)

Inizia a disegnare sin da bambino copiando i disegni degli antichi maestri. L’esordio avviene nel 1948, alla libreria Flaccovio di Palermo. Nel frattempo viaggia e soggiorna in varie città italiane ed europee, a Praga, a Monaco e a Vienna; a Praga esegue un ciclo di disegni sull’occupazione nazista che intitola, ispirandosi a George Grosz, «Deutschland über alles». A Vienna esegue numerosi studi sull’opera di Klimt e Schiele, e studia le opere della Secessione e dell’Espressionismo. Conosce il pittore Otto Dix. La visione delle guerre e della povertà seguita alla guerra lo porta a quel pessimistico sguardo sul mondo da cui trae origine il suo linguaggio di forte denuncia. Rientrato in Italia alla fine del 1947, si ferma per molti mesi a Milano dove conosce Vittorini e Quasimodo, con i quali si lega di profonda amicizia. Nel 1954 la Galleria dell’Obelisco di Roma gli dedica una mostra personale. Dal 1953 al 1956 dirige la rivista «Sicilia» e collabora con altre riviste come «Graphis» e «Du». Nel 1956 inizia la collaborazione con il coreografo Aurelio Milloss, per cui crea scenografie teatrali. Nel 1958 esegue disegni di denuncia sul manicomio di Palermo, mentre tra gli anni cinquanta e sessanta visita il Medio e l’Estremo Oriente. La forte impressione suscitata dalle inumane condizioni di vita di quei paesi gli ispira una serie di disegni di dura denuncia che saranno pubblicati nel 1962 nel libro Il pugno di ferro. Nel frattempo è a New York, dove conosce Ben Shan, Jack Levine e Malcom X. Nel 1963 esce il volume Pace in terra con una serie di disegni anticlericali e antimilitaristi e, dopo un altro soggiorno a New York durante il quale avviene l’assassinio di Kennedy, esce La tigre di carta, violenta critica al capitalismo americano. Del 1965 è la prima personale alla Galleria Trentadue di Milano, dove esporrà molte altre volte fino al 1985. Caruso continua a viaggiare: visita il Messico, il Guatemala, la Cina durante la Rivoluzione Culturale, Calcutta durante la rivoluzione naxalista del Bengala, cui partecipa. Pubblica, tra il 1967 e il 1975, una serie di libri di denuncia. Illustra molte opere della letteratura italiana ed europea, e nel 1990 disegna anche le scene e i costumi per il Teatro Stabile di Palermo. Riceve molti riconoscimenti, tra cui la laurea honoris causa dalla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, la medaglia d’oro come Benemerito della Cultura dal presidente della Repubblica e il Premio Archimede dalla Regione Sicilia nel 2003. L’artista è presente nella mostra permanente «Arte per Immagini» inaugurata nel 2004 nel Museo d’Arte «Costantino Barbella» di Chieti. Tra le mostre più recenti si ricordano quelle a Treviso (2007), a Palazzo Ziino di Palermo (2007), a Palazzo Firenze a Roma (2010), alla Galleria La Piana (2010, 2011) e alla Di Bella di Palermo (2012).

Uomo sul divano, 1967.
Caruso Bruno

Uomo sul divano, 1967.

Ultimo compleanno, 1971
Caruso Bruno

Ultimo compleanno, 1971

Nel segno dell’immagine

Nel segno dell’immagine

In Nomine Patris

In Nomine Patris

Arte per immagini

Arte per immagini