Dova Gianni

(Roma, 1925 – Pisa, 1991)

A quattordici anni si trasferisce a Milano con la famiglia. Lì frequenta il Liceo Artistico e in seguito l’Accademia di Brera, dove ha come maestri Carpi, Carrà e Funi. Guarda alle esperienze degli artisti di «Corrente», Birolli, Cassinari, Migneco e Morlotti. Di fronte alle atrocità della guerra Dova si schiera contro la dittatura e riconosce in «Guernica» il simbolo della lotta contro le barbarie, aderendo nel 1946 al manifesto del Realismo oltre Guernica. Nel 1947 espone opere «non oggettive » a Milano, nella Mostra Nazionale di Arte Astratta e Concreta alla Galleria del Naviglio, e tiene una personale alla Galleria del Cavallino a Venezia. Sempre nel 1947 aderisce al Movimento Spazialista, nato intorno agli artisti gravitanti nella Galleria del Naviglio, e ne firma vari manifesti (il quarto, il quinto e il sesto). Realizza i primi quadri «tachistes», che segnano il passaggio dal concretismo allo spazialismo. Nel 1952 Michel Tapiè lo annovera tra i rappresentanti dell’Art Autre e inizia la partecipazione di Dova alla Biennale di Venezia (1952, 1954, 1956, 1962, nel 1966 con una sala personale). Nel 1955 espone al Salon de Mai di Parigi, dove sarà presente numerose volte fino al 1967. Si intensificano i rapporti con Parigi e inizia la frequentazione di Lam, Matta e altri membri dell’ultimo surrealismo. Nel 1957 viene premiato alla Biennale di San Paolo del Brasile. Un linguaggio «metamorfico» caratterizza in quel periodo i suoi lavori: «Le braccia di un personaggio sono al contempo mandibole di un insetto, stalattiti turchesi e anfratti, teste guerriere e foglie trafitte nella miglior linea espressiva confinante con il sogno » (F. Vangeli). Nel decennio 1961-1971 monografie, saggi e un’intensa attività espositiva testimoniano la raggiunta notorietà. Nel 1962 partecipa alle selezioni del Premio Guggenheim a New York. Iniziano gli interessi per il tema del mare e per l’esperienza simbolista. Nel 1971 ha una grande retrospettiva a Colonia e nello stesso anno un’importante antologica, curata da Franco Russoli, ha luogo al Palazzo Reale di Milano. Nel 1972 ha una personale al Museo Gallierà di Parigi, mentre due anni dopo sempre a Parigi ha una personale con la galleria Reichenbach. Nel 1973 partecipa alla Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma; nel 1978 le sue opere sono in mostra al Palais des Beaux-Arts a Bruxelles, mentre nel 1979 ha una personale al Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca e nel 1980 gli viene dedicata una grande antologica a Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Altre antologiche hanno luogo nel 1982 al Palazzo Mediceo di Serravezza e nel 1988 al Centro Tornabuoni di Firenze. Sin dal 1950 espone regolarmente alla Galleria del Cavallino a Venezia e alla Galleria del Naviglio a Milano. Le sue opere, esposte nei più importanti musei e collezioni del mondo, hanno ottenuto numerosi e significativi premi. Muore a Pisa nel 1991.

Fiore del Sinai, 1974.
Dova Gianni

Fiore del Sinai, 1974.

Nel segno dell’immagine

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Arte per immagini

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