Vallorz Paolo

(Caldes/ TN, 1931)

 

Dal padre fabbro già giovanissimo impara la tecnica del ferro battuto, ma ben presto riconosce la passione per la pittura. Dopo la morte del padre si trasferisce a Trento dove vive di espedienti, prima di ottenere la commissione di alcuni affreschi nelle chiese di Montalbiano e Capriana. Si reca a Venezia e studia per un anno all’Accademia di Belle Arti. Dopo la prima mostra alla Galleria D’Arte a Trento (1950), si trasferisce a Parigi dove frequenta l’Accademia Libera della Grande Chaumière e l’Ecole du Louvre. In questo periodo è attento alla pittura astratta e informale, e si dedica anche alla realizzazione di oggetti in ferro, come l’altare della chiesa di Vermandovilliers nella Francia Settentrionale. Nel ’53 partecipa alla rassegna Les œvres des quatre peintres, Imai, Sugai, Tabuchi, Vallorz al Foyer des artistes a Parigi, e nel ’55 ha una personale nello Studio di Paul Facchetti. Due anni dopo abbandona la pittura per dedicarsi al progetto di macchine da corsa: partecipa a corse internazionali, ma presto ritorna l’amore per l’arte, questa volta figurativa, aiutato anche dalla frequentazione dell’amico Giacometti. Negli anni Sessanta espone molto tra Francia, Stati Uniti, Inghilterra e Germania, e torna per brevi soggiorni in Italia. Ottiene anche il primo premio di pittura alla Tate Gallery di Londra. Nel ’70 ha una personale nel Castello del suo paese natale. Tra il ’78 e l’80 si dedica esclusivamente al disegno, perché tutto ciò che dipinge viene distrutto dallo stesso artista. Ha delle personali alla Compagnia del disegno (1980, 1982, 1989), nell’89 espone alla Galleria Bergamini; antologiche sono allestite al Palazzo Guasco di Alessandria (1989), alla Galleria Civica di Trento (1991), a Palazzo Sarcinelli di Conegliano (1993). Nel ’95 partecipa alla rassegna Identità Alterità, l’uomo e il corpo nella storia della pittura del XX secolo a Palazzo Grassi a Venezia. Tra il ’95 e il ’96 presenta in tre sedi la mostra Nature morte 1967-1994. Nel ’98 ha personali alla Galleria Trigano di Parigi e alla Galleria Appiani Arte Trentadue di Milano.

Le sue opere sono presenti nel Padiglione Italia della 54a Biennale d’Arte di Venezia del 2011. Nel 1993 l’artista ha donato le sue opere più significative al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Il Mart gli ha dedicato sue personali: “Paolo Vallorz. La natura come storia dell’uomo” (2005) e “la donazione di Paolo Vallorz” (2011).

Nel segno dell’immagine

Nel segno dell’immagine

Arte per immagini

Arte per immagini