Von den Steinen Cordelia

(Basilea/ Svizzera, 1941)

 

Nasce nel 1941 a Basilea, in Svizzera. Dopo il liceo consegue l’abilitazione all’insegnamento artistico, quindi si trasferisce a Milano dove a Brera è allieva di Marino Marini. Dal 1965 al 1966 lavora a Roma grazie alla borsa di studio conferitale dal Museo d’Arte di Basilea e dal Premio Federale Svizzero perla Sculturaper poi trasferirsi in Versilia. Nel 1966 a Carrara conosce l’artista Pietro Cascella, che diventerà successivamente suo marito. Nel 1970 riceve per un anno un atelier alla Cité des Arts a Parigi. Negli anni successivi vive tra Milano e Fivizzano. A partire dal 1967, anno in cui espone a Parigi, al Salon de Mai e dela Jeune Sculpture, e alla Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, la sua attività espositiva si fa sempre più intensa. Molte le collettive in Italia, Svizzera, Francia, Germania e le personali, tra cui: alla Komunale Galerie Willmersdorf di Berlino; Kunst Raum Riehen, Basilea; chiesa di Sant’Agostino, Pietrasanta; Museo Marino Marini, Firenze; Castello Sforzesco, Milano; Palazzo Ducale, Massa. La sua attività artistica spazia dal disegno di gioielli a quello di costumi teatrali (Maggio Fiorentino, Festival di San Miniato, teatro di Genova, Festival Pucciniano). Per brevi periodi si dedica alla didattica. Negli anni realizza numerose opere pubbliche che si trovano a Basilea, Vencac, Tuoro, aeroporto di  Parma, Seravezza, Università di Chieti, Rapolano Terme; nella Biblioteca del Senato; a Cinisello Balsamo; nelle chiese di S. Franco a Francavilla al Mare, S. Pietro a Pescara e S. Francesco ad Assisi. Dal 1992 entra a far parte del gruppo di artisti “Künstlersonderbund Deutschland”. E’ membro dell’Accademia di San Luca dal 1992.

Nel 2009 espone a Milano nel Museo di Arte Antica del Castello Sforzesco, mentre nel 2010 le sue opere sono al Palazzo Ducale di Massa.  Molte sono le pubblicazioni a lei dedicate, tra le più recenti: Cordelia von den Steinen Andiamo di A. Paolucci, (2005); Cordelia von den Steinen il sogno e i segni di E. Pontiggia (2009). 

Nel segno dell’immagine

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