Mostra permanente
Tartarughe tra Arte e Scienza

Chieti, Museo universitario dell'Università "G. d'Annunzio· di Chieti - Pescara

301 TARTARUGHE DELLA COLLEZIONE TERESITA OLIVARES PAGLIONE

a cura di Luigi Capasso e Alfredo Paglione

Catalogo: èDICOLA EDITRICE, Chieti.
Il sorriso di Teresita
La Collezione Teresita Olivares Paglione nel Museo universitario

Tuttavia il carattere di maggiore straordinarietà della donazione è legato all’origine della curiosa collezione: essa è la “raccolta di una vita” della compianta signora Teresita Dlivares Pagllone, violoncellista di origine colombiana, moglie del gallerista Alfredo paglione.
La passione della signora Teresita Dlivares per le “sue” tartarughe si è letteralmente trasferita in questa speciale raccolta, la quale così cessa di essere un insieme di oggetti accomunati dal tema di riferimento per divenire un’armonia di emozioni tenute assieme dall’amore della collezionista.
E la sensibilità della signora Dlivares, collezionista di tartarughe – o meglio direbbe un suo biografo recente, la Signora delle tartarughe – emerge vigorosa da questa raccolta nella quale convivono oggetti diversissimi fra loro: da opere pittoriche di grandi artisti, quali Sassu, Guttuso, a sculture di Pietro Cascella, di Luigi Fontana, di Girolamo Ciulla, fino ad oggetti etnografici, da quelli propri della tradizione simbolico-magica centro-americana, a quelli rarissimi tipici delle culture centro-africane e fino a quelli addirittura ripetiti vi dei moderni supermercati. Anche i materiali sono i più vari, dall’oro massiccio cesellato dagli orafi di Toledo per Papa Paolo VI, fino al pane delle botteghe venete, dall’osso dei deserti africani fino al vetro dei soffiatori baleari.
Accettare questa particolarissima donazione, che peraltro ha incrementato notevolmente anche il valore materiale delle collezioni del nostro Museo (soprattutto per le elevate quotazioni proprie di taluni esemplari legati ad artisti del calibro di Fontana o di Sassu, ma anche di tanti altri), non è stata solo una sfida in termini di genere di beni culturali che determinano il nostro patrimonio, ma anche in termini di fruibilità e godimento dei beni stessi.
La distanza fra questa peculiare collezione e le nostre usuali tematiche storico-scienti fiche non poteva e non voleva essere colmata; né d’altra parte ci si poteva sottrarre alla sfida più ardita: quella di trasmettere al visitatore l’emozione propria di entrare in contatto con lo “spirito della collezionista”, cioè con l’idea stessa che Teresita Qlivares Paglione, nell’assemblare questi stessi oggetti, ha trasfuso nelle sue tartarughe. Cosicché abbiamo deciso di avviarci ad un compromesso eseguendo una serrata selezione degli oggetti in base soprattutto al messaggio museale che essi sono in grado di trasmettere, proponendo – da un lato ~ un percorso scientifico che avvicinasse il visitatore alla tartaruga come oggetto e soggetto di ispirazione degli artisti, da quelli popolari che hanno prodotto monili etnografici, a quelli più simbolici ed astratti che sono il frutto della visione dell’animale attraverso le menti polimorfe di artisti illuminati, e – dall’altro – un percorso emozionale che ha l’ambizione di suscitare nel visitatore gli stessi sentimenti che animarono Teresi ta Olivares paglione quando mise assieme questi stessi oggetti.
Nasce un percorso fra arte e scienza, o, come forse sarebbe meglio dire parlando della sensibilità dei nostri mecenati, Alfredo e Teresita, fra conoscenza ed amore.
Luigi Capasso
Wanda Broggi
Rifratto di Teresita Qlivares, 1991, olio su tela, cm 1 20×80 (dono dell’artista)
Tartarughe tra arte e natura

Una collezione di opere e di oggetti d’arte in un museo scientifico? Potrebbe sembrare una scelta a dir poco inconsueta se la collezione non fosse quella di Teresita Olivares Paglione, interamente dedicata alle tartarughe: la tematica, insieme alla collocazione geografica delle sale, rende la scelta decisamente ottimale. Il Museo universitario dell’ateneo abruzzese intitolato a Gabriele di Annunzio è un centro di ricerca di primo piano che, tra i mille altri reperti, conserva e studia anche fossili di animali ascritti all’Ordine Testudines o Chelonia, che è poi quello che, nella classificazione scientifica, raggruppa testuggini e tartarughe.
le tartarughe hanno sempre colpito l’immaginario di Teresita Olivares, musicista di grande spessore e di profonda sensibilità, che negli anni si è interessata a collezionare oggetti a tema, preziosi e non. Sono stati tanti gli artisti che, direttamente o attraverso il marito, il notissimo gallerista e oggi apprezzato mecenate Alfredo Paglione, hanno voluto arricchire la sua personale raccolta. Quando Teresita è scomparsa, ad Alfredo è sembrata una scelta naturale, nel quadro delle iniziative che anno dopo anno porta avanti per onoraria, quella di far conoscere a tutti i quadri, le sculture e gli oggetti che la sua amatissima moglie aveva saputo riunire e custodire. Una esposizione permanente dunque, possibilmente in Abruzzo, terra natia.
Il nostro incontro con Alfredo Paglione è nato proprio nel segno della tartaruga: galeotto fu l’articolo, su una rivista, che raccontava delle testuggini della lecceta di Torino di Sangro e dei nostri ormai trentennali studi su quella popolazione. Il gallerista volle saperne di più. Una serie di incontri, contatti, escursioni sul territorio e infine il naturale approdo verso il Museo universitario, esemplare nella vivacità delle iniziative e nell’approccio dinamico, fatto di ricerca costante, di studio e di offerta espositiva in continuo divenire. Un humus culturale perfettamente in linea con quello che Paglione aveva sempre portato avanti nell’arte: rinnovamento, scoperta del nuovo e insieme un saldo ancoraggio al concetto del bello, della tradizione che sempre si arricchisce e riesce a cambiare di continuo pur restando sostanzialmente fedele a se stessa.
di Nicoletta Di Francesco e Luciano Di Tizio
Aligi Sassu
Teresita Qlivares, 1993, olio su tavola, cm 32×23
(Opera trafugata nel giugno del 2000 dall’abitazione dei coniugi Paglione a Milano)
La tartaruga, anni ’80
Cascella Pietro

La tartaruga, anni ’80

La tartaruga (del 30° anno), 1993
Bodini Floriano

La tartaruga (del 30° anno), 1993

Nell’attesa della cometa, 1990
Cargiolli Claudio

Nell’attesa della cometa, 1990

Una tartaruga per Teresita, 2010
Faraone Rossella

Una tartaruga per Teresita, 2010

Tartaruga, fine anni ’50
Fontana Lucio

Tartaruga, fine anni ’50

Tartaruga, 1965
Guttuso Renato

Tartaruga, 1965

Armar el dìa, 1979
Matta Sebastian

Armar el dìa, 1979

La tartaruga (in memoria di Teresita), 2008
Modica Giuseppe

La tartaruga (in memoria di Teresita), 2008

Due tartarughe (in ricordo di Teresita), 2008
Mulas Franco

Due tartarughe (in ricordo di Teresita), 2008

La tartaruga di via Appiani, 1999
Petrus Marco

La tartaruga di via Appiani, 1999

Tartaruga in riva al mare, 1988
Pignatelli Ercole

Tartaruga in riva al mare, 1988

Tartaruga, 1986
Possenti Antonio

Tartaruga, 1986

La felicidad pasea sobre el tiempo, 2004
Quetglas Matias

La felicidad pasea sobre el tiempo, 2004

La tartaruga e la luna, 1980
Sassu Aligi

La tartaruga e la luna, 1980

Tartaruga rovesciata
Sutherland Graham

Tartaruga rovesciata

Padrone della città, 1980
Trubbiani Valerio

Padrone della città, 1980

Sassu Aligi

Fontana Lucio

Bodini Floriano

Cascella Pietro

Modica Giuseppe

Quetglas Matias

Guttuso Renato

Mulas Franco

Petrus Marco

Cargiolli Claudio

Faraone Rossella

Matta Sebastian

Pignatelli Ercole

Possenti Antonio

Sutherland Graham

Trubbiani Valerio