Biografia essenziale

Alfredo Paglione

nasce a Tornareccio (CH) il 3 marzo 1936 da Ottavio e Maria Cristina Tieri. All’età di due anni si trasferisce con la famiglia nel capoluogo, dove compie gli studi fino alla maturità classica, che ottiene con il massimo dei voti al Liceo G. B. Vico.
Nel 1955 si iscrive all’Università di Roma nella facoltà di Geologia.
Nel 1960 compie un viaggio di studio per la De Agostini in Colombia, dove conosce Teresita Olivares, violoncellista, che l’anno dopo lo raggiungerà in Italia e nel 1967 diventerà sua moglie.
Nel 1961, trasferitosi a Milano, intraprende diverse attività. Con l’attrice del Piccolo Teatro Dolores Olivan Pizzoli si occupa dell’allestimento e successivamente della direzione di un nuovo teatro, La Piccola Commenda, in cui recitano noti attori fra cui Paola Borboni. Affida ad Aligi Sassu la realizzazione di un ciclo di affreschi per il teatro e alcune delle scenografie per le pièces rappresentate, che saranno commissionate anche ad altri artisti come Lucio Fontana e Agenore Fabbri. La passione per l’arte e la conoscenza di numerosi artisti lo spingono ad aprire nel dicembre del 1963 a Milano la Galleria Trentadue, la cui prima sede è in piazza della Repubblica 32. Presto la galleria diventa, e lo sarà nel tempo sempre di più, un punto di riferimento per la pittura figurativa italiana e internazionale. Dopo un triennio di mostre durante il quale consolida il ruolo e la fisionomia della galleria, Paglione ne trasferisce la sede in via Brera 6, a pochi passi dall’Accademia e dalla Pinacoteca. Il nuovo spazio viene inaugurato il 21 novembre 1967 con una grande mostra storica di Mario Mafai. La galleria diventa centro di richiamo per gli intellettuali milanesi e per gli amatori d’arte. Le inaugurazioni delle mostre di maestri affermati (Guttuso, Sassu, Manzù, Fontana, Levi, Migneco, Mattioli, Cremonini, Francese, Vespignani, Attardi, Zigaina, Guccione, Caruso, Banchieri, De Stefano, Plattner, Bodini, Vangi, Sughi ecc.), di giovani che poi si affermeranno nel corso degli anni (Bonichi, Calabria, Carroll, Falconi, Luino, Mariani, Mulas, Ossola, Frangi, Petrus, Pignatelli, Velasco ecc.) o di grandi figure dell’arte internazionale (da Picasso a Rauschenberg, passando per Grosz, Gropper, Levin, Hrdlicka, Mensa, Bailey, Miller, Ortega, Quetglas, Sherman, Rivers ecc.) sono frequentate da noti poeti e scrittori (Rafael Alberti, Quasimodo, Buzzati, Carrieri, Ungaretti, Isella, Sereni, Moravia, Fagiolo dell’Arco, Prisco, Raboni, Soavi, Tadini, Testori, Carluccio, Vigorelli, Zeri ecc.), molti dei quali spesso scrivono anche le presentazioni nei cataloghi. Il 21 aprile 1975 Paglione riceve l’incarico dall’amministrazione comunale di Lugano di aprire e gestire un nuovo spazio per mostre all’interno di Villa Malpensata, sede del Museo Civico. Chiamerà la nuova galleria Blumen, cioè il «fior fiore» dell’arte contemporanea. Infatti il programma delle mostre realizzate è di grande risalto internazionale: De Chirico, Marini, Moore, Janssen, Sassu, Guttuso, Gentilini, Ortega.
Attivissimo organizzatore di mostre in Italia e all’estero, Alfredo Paglione lega il suo nome sin dall’inizio ad Aligi Sassu, di cui diventa cognato, creando con lui un fecondo sodalizio. Ne gestisce l’intero lavoro, realizzando tutte le sue mostre in gallerie private e in grandi musei del mondo (Spagna, Germania, Canada, Stati Uniti, Giappone, Brasile, Argentina e Colombia), curando personalmente i numerosissimi cataloghi e volumi pubblicati sulla sua vasta opera di pittore, scultore, ceramista, incisore, illustratore e muralista.
Paglione ha sempre avuto una particolare predilezione per la collaborazione fra le arti favorendo la frequentazione tra poeti e pittori. Prova ne è la realizzazione di numerose edizioni d’arte, fra le quali spicca la collana di poesie «Il bicordo», dove il testo poetico è sempre affiancato da illustrazioni d’autore. Fra i poeti della collana spiccano alcuni grandi nomi della poesia italiana e internazionale come Sereni, Ritsos, Loi, il Nobel Günter Grass, Layton, Cattafi, Gramigna, Sala, Fabiani, Rosato.
Nel 1989 lascia via Brera e colloca la nuova sede della galleria in via Appiani 1, dove continua una intensa attività di mostre sino al Duemila, quando la Trentadue chiude la sua storica attività con un’intera stagione dedicata al tema della «bellezza». Nel luglio 2001, con Gianfranco Bruno, organizza – in occasione del G8 a Genova – la grande mostra «Joan Miró. L’armonia del fantastico». Nel 2008 crea, con Giovanni Gazzaneo e alcuni amici e personalità, Crocevia, la fondazione intitolata a lui e a sua moglie, con sedi a Milano e Giulianova. Lo scopo della fondazione è promuovere la ricerca sul tema del sacro nell’arte del Novecento e custodire e valorizzare le collezioni d’arte donate od offerte in comodato in sedi museali soprattutto dell’Abruzzo.
Forte infatti è il legame di Alfredo Paglione con la sua regione, dove si reca più volte durante l’anno e dove ha spesso organizzato manifestazioni d’arte, come la memorabile mostra dedicata nel 1987 a «Sassu e Dante» al Castello Gizzi di Torre de’ Passeri (PE). L’amore per la propria terra d’origine lo spinge a coltivare un grande sogno: quello di realizzare nella sua regione una serie di nuove strutture museali in diverse città con lo scopo principale di poter diffondere fra la sua gente, specialmente fra i giovani, l’amore per l’arte, per la poesia, per la bellezza.
Nell’arco di pochi anni il suo programma si va realizzando: prima con l’apertura nel luglio del 1997 del MAS, Museo d’Arte dello Splendore, presso l’omonimo santuario mariano di Giulianova, dove colloca oltre duecento opere della sua collezione; poi con la donazione, nel 2002, di ottanta dipinti di otto artisti italiani e spagnoli alla città di Vasto, dando vita con la mostra «Mediterrània», nella prestigiosa sede del Palazzo d’Avalos, alla nuova Galleria Civica d’Arte Moderna. Successivamente dona alla Fondazione Carichieti, cioè alla sua città, i preziosi cinquantotto acquerelli con i quali Sassu nel 1943 aveva illustrato I promessi sposi, rendendo così possibile l’istituzione del CASM (Centro Abruzzese Studi Manzoniani), con lo scopo di creare un gemellaggio con la Casa del Manzoni a Milano. Quindi, nel 2004, trasferisce al Museo «Costantino Barbella », sempre di Chieti, un altro importante nucleo di centouno suoi dipinti e sculture, allestendo la grande rassegna permanente dal titolo «Arte per Immagini. Da De Chirico a Lopez García», uno specchio e una sintesi della sua attività quarantennale, dove si riflettono il pensiero e gli ideali che hanno guidato le sue scelte nel campo dell’arte. Nella stessa estate del 2004 ha voluto donare trentadue opere al suo paese natale, Tornareccio, in memoria del padre Ottavio. Le opere sono esposte nella nuova Sala Pallano, a lui dedicata, nella mostra permanente «In nomine patris».
Stretto e fecondo è il rapporto che lega Alfredo Paglione a Loreto, dove, grazie a una serie di mostre, contribuisce, con favorevoli acquisizioni, alla crescita della raccolta d’arte sacra del Museo della Santa Casa. Tra queste va annoverata la sua donazione nell’estate del 2005 di trentatre dipinti presentati nella mostra dal titolo «La bellezza della Croce».
Nel 2006, ancora in Abruzzo, determinante è il suo intervento e attiva la sua partecipazione a due manifestazioni di assoluto risalto: la mostra di settanta ceramiche di Picasso che fa arrivare a Teramo dalla Spagna e quella de «La famiglia De Chirico» al Museo Michetti (MuMi) di Francavilla al Mare, per il quale già l’anno precedente aveva curato una vasta retrospettiva di grandi dipinti del pittore americano Robert Carroll. Sempre nel 2006 dà inizio all’operazione «Un mosaico per Tornareccio. La città delle api», con la quale, donando personalmente tre splendidi mosaici di illustri artisti come Aligi Sassu, José Ortega e Jessica Carroll, dà il via a un progetto pluriennale che mira a fare di Tornareccio un caratteristico museo a cielo aperto.
Nel 2008 al Museo delle Ceramiche di Castelli (TE), con una donazione di duecentosei opere di ceramica e di scultura di Aligi Sassu, onora la memoria della moglie Teresita Olivares, scomparsa nel gennaio dello stesso anno.
Nel 2009 a Teramo, presso la sede della Banca di Teramo, allestisce per il Centenario del Movimento Futurista la mostra «Sassu Futurista». A Chieti per il Museo «Barbella» organizza la mostra «José Ortega, realismo e identità mediterranea», attuando un sogno a lungo accarezzato, ossia quello di onorare il pittore spagnolo a lui più caro. Cura, con Giovanni Gazzaneo, la mostra «Omar Galliani. Sguardi al Museo Michetti di Francavilla».
Nel 2010 progetta e apre due nuovi musei dedicati a Sassu: il primo ad Atessa (CH), donando duecentodieci opere su carta del Maestro, il secondo a Thiesi (SS), città dov’era nato suo padre Antonio.
Nel corso della sua vita numerosi sono stati i premi e i riconoscimenti ricevuti da Paglione per la sua intensa attività culturale. Fra i più significativi, l’onorificenza di commendatore della Repubblica conferitagli dal presidente Cossiga nel 1987. I più cari a lui sono stati però quelli attribuitigli dalla sua terra d’Abruzzo: il Premio Majella nel 1994, dedicato ogni anno agli abruzzesi che si sono distinti e affermati al di fuori della regione; il Premio Aprutium, decretato dal consiglio regionale e consegnatogli dal presidente Tagliente nel 2002; il Premio Mecenate d’Abruzzo, assegnatogli a Pescara dalla Fondazione Ennio Flaiano e dal Centro Nazionale Studi Dannunziani; nel 2006 le cittadinanze onorarie conferite dai Comuni di Tornareccio e Francavilla al Mare. Nel dicembre dello stesso anno i coniugi Paglione sono stati insigniti dei titoli di cavaliere d’onore e dama d’onore della Santa Casa di Loreto.
Nel 2012 viene inaugurata nel nuovo Museo di Palazzo de’ Mayo a Chieti una mostra permanente di centotrenta opere di novanta artisti contemporanei dal titolo «Nel segno dell’immagine».
Per il futuro, infine, sono previste l’apertura di un Museo della Grafica che verrà creato grazie alla donazione di oltre trecento opere di grandi maestri, «Da Goya a Vespignani », e la donazione al Museo dell’Università di Chieti della collezione di tartarughe della moglie Teresita, opere di grandi artisti come Guttuso e Fontana e manufatti preziosi o tradizionali provenienti da tutto il mondo.